Fratelli ingannano la giustizia per partecipare a cerimonie: dalla richiesta di visita al carcere

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Fratelli ingannano la giustizia per partecipare a cerimonie: dalla richiesta di visita al carcere - Gaeta.it

Ultimo aggiornamento il 11 Luglio 2024 by Sara Gatti

La situazione dei due fratelli, rispettivamente di 36 e 43 anni, ai domiciliari, ha preso una piega inaspettata quando hanno cercato di partecipare a eventi importanti per le loro famiglie. Le autorità hanno respinto le richieste dei detenuti di essere presenti alle cerimonie dei propri figli, ma ciò non li ha fermati.

Tentativo di inganno per partecipare alla cerimonia

Il 36enne ha tentato inizialmente di ottenere il permesso per assistere alla comunione del figlio in chiesa e al ricevimento successivo presso un ristorante, ricevendo solo il via libera per la parte religiosa. Non accontentandosi, ha presentato ulteriori richieste, tutte respinte. Parallelamente, il fratello più anziano ha seguito una traiettoria simile, desiderando partecipare alla festa di comunione della propria figlia.

Le mosse degli imbroglioni e il colpo di scena

Per simulare l’impegno in una visita medica, i due fratelli hanno programmato appuntamenti presso strutture sanitarie nella stessa giornata delle cerimonie. Approfittando delle autorizzazioni ottenute, si sono diretti invece in un ristorante di Licola, documentando l’inganno sui social network. Tuttavia, le autorità hanno presto smascherato il piano, conducendo a un duro contraccolpo per i due.

La scoperta dell’inganno

L’indagine condotta dai carabinieri ha rivelato una serie di elementi sospetti. La data delle presunte visite mediche coincideva con un giorno festivo, rendendo improbabile la programmazione degli appuntamenti. Inoltre, i nomi dei medici indicati nei documenti erano risultati non più in servizio o addirittura mai impiegati presso tali strutture sanitarie. Questi dettagli hanno condotto alla scoperta dell’inganno orchestrato dai due fratelli.

La conseguenza dell’inganno

Alla luce delle prove raccolte, il Tribunale di Napoli ha revocato i domiciliari dei due fratelli, sostituendoli con la detenzione in carcere. In questo modo, la giustizia ha punito il tentativo di eludere le restrizioni imposte e ha sottolineato l’importanza del rispetto delle decisioni giudiziarie. I due uomini dovranno affrontare le conseguenze delle loro azioni, almeno fino alle prossime importanti cerimonie familiari.

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