Un atto di provocazione davanti al Quirinale: le parole di Antonio Pappalardo

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Un atto di provocazione davanti al Quirinale: le parole di Antonio Pappalardo - Gaeta.it

Introduzione:
Il generale di brigata in congedo dall’Arma dei carabinieri, Antonio Pappalardo, si è difeso in tribunale a Roma nel processo che lo vede imputato per vilipendio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La vicenda risale a dicembre 2017, quando Pappalardo insieme ad esponenti del Movimento ‘Liberazione Italia’, si presentò al Quirinale per notificare “un ‘verbale d’arresto a carico di Sergio Mattarella per il delitto di usurpazione di potere politico, definendolo, in presenza di più persone, un usurpatore”.

Un atto di provocazione politica:
Pappalardo ha dichiarato in aula di non aver vilipeso nessuno, bensì di aver accompagnato esponenti di un movimento politico nell’atto di provocazione davanti al Quirinale. Il generale ha inoltre evidenziato che l’azione era finalizzata a mandare un messaggio politico e che non ha nulla a che fare con un intento di diffamazione verso il presidente della Repubblica.

La difesa di Pappalardo:
Sebbene fossero presenti dodici persone durante l’evento davanti al Quirinale, la Digos ha deciso di procedere solo nei confronti di Pappalardo. Quest’ultimo si è difeso sostenendo di essere un soggetto politico scomodo, motivo per cui ritiene di essere stato preso di mira. Ha ribadito che l’atto di fronte al Quirinale era una provocazione politica e che il mandato di arresto era del tutto inventato.

La controversa udienza in tribunale:
La prossima udienza è stata fissata per il 14 novembre, in cui si attende ulteriori sviluppi sul caso e sulla posizione di Antonio Pappalardo rispetto all’accusa di vilipendio del presidente Sergio Mattarella. La difesa del generale continuerà a sostenere la natura politica e provocatoria dell’evento al Quirinale, cercando di chiarire le proprie intenzioni e di dimostrare la legittimità delle azioni compiute.

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